ALLA BUON’ORA!!

Antonio Floridia commenta su Facebook la situazione del PD e della sinistra in Italia

Leggo una cronaca di un importante convegno di una fondazione cattolica, tenutosi in Vaticano. Vengono riportate, tra virgolette, alcune dichiarazioni di Prodi: “per la verità, io ho sempre pensato che fosse meglio una coalizione per tenere insieme culture diverse. Il ritorno a un ‘mono-partito’ che punti da solo alla maggioranza degli elettori potrebbe anche essere un pio desiderio, ma ormai non esiste in nessuna parte d’Europa. Come fai a pensarlo?” E giustamente il giornalista commenta: “Fine quindi della vocazione maggioritaria…”ALLA BUON’ORA! verrebbe da dire, fa piacere sentirsi dare ragione: forse avevo visto giusto, anni fa, quando avevo parlato del PD come di un partito “sbagliato”, fondato sull’illusione post-ideologica di mettere insieme “centro” e “sinistra”. Non ha funzionato, anzi ha fatto danni, questa idea.
Ma ora PD c’è, ed è giusto che provi ad essere un partito di sinistra, – sinistra, punto e basta; poi – se ci riescono a farlo – sarebbe bene che ci fosse un partito liberaldemocratico ancorato saldamente a sinistra. I cattolici DI SINISTRA stanno nel PD o in altre forze di sinistra, i cattolici liberal moderati staranno eventualmente con questo nuovo partito. E naturalmente, è bene che Renzi se ne stia alla larga: diamogli uno strapuntino e che se ne stia buono. Ieri all’Assemblea Nazionale del PD il nuovo tesoriere del partito, dopo la relazione di Schlein, ha fatto il rendiconto del bilancio del partito: ha detto che solo quest’anno il partito ha potuto risanare la situazione debitoria che si era accumulata: e sapete quando era stato fatto il buco? quasi 10 milioni di euro nel 2016 per la campagna referendaria di Renzi! L’ennesima conferma della sciagura che è stato questo personaggio [la relazione del Tesoriere si può vedere sul sito del PD o su Youtube… :tra l’altro, quest’anno, il PD ha battuto tutti i record del 2X1000: quasi 10 milioni di entrate..quasi 700 mila contribuenti]

Sauro Partini
Il problema più non è stata tanto l’illusione di un partito a vocazione maggioritaria, quanto non averlo costruito proprio un partito vero. Veltroni qui fallì non poco, finendo in una firma leaderistica..; il resto, lo conosciamo

se un son grilli un si vogliono

TITOLO REDAZIONALE
Una riflessione seria di Antonio Floridia sui voti e la politica dei 5 stelle
Fonte Facebook 7-12-24

GRILLO, ORAMAI, E’ FUORI DI TESTA…L’ultima sua trovata – la lettera di “referenze” per Conte inviata a Schlein, può essere anche divertente, ma dimostra che Grillo non ha capito proprio niente. A volte capita, un personaggio politico esercita un ruolo, anche importante, e Grillo a suo modo lo ha fatto, ma non si rende proprio conto di quello che effettivamente è successo Altro che regalare voti al PD!! E’ stato il PD a regalare MILIONI di voti al M5S: dapprima nel 2013 (quando Bersani pagò il costo di un sostegno troppo lungo a Monti, e Grillo si avvantaggiò di una grande e molto sospetta copertura mediatica, proprio per azzoppare quella pericolosa coppia di bolscevichi che erano Bersani e Vendola); poi soprattutto nel 2018. e qui Grillo deve solo ringraziare Renzi e le sue politiche; e ancora, in misura minore, nel 2022. Nel frattempo il M5S ha perso sì molti voti, ma sono voti di gente che aveva dei precedenti a destra e che a destra è tornata, già nel 2019, con Salvini e poi con la Meloni. Nell’immediato, non credo proprio che Grillo possa seriamente danneggiare Conte: anzi, – secondo le regole del mercato mediatico, più se ne parla meglio è, …e infatti il M5S è cresciuto nei sondaggi delle ultime settimane. I problemi del M5S sono altri. Più passa il tempo, più appare chiaro che la vera testa pensante del primo M5S fu Gianroberto Casaleggio con la sua ideologia tecno-futurista e antipolitica. Quella vecchia identità si è persa ed è irrecuperabile, e ora il M5S ha il problema di definire cosa vuole essere: definirsi “progressisti indipendenti” mi sembra, per ora, solo una soluzione verbale

Antonio Floridia, 7-12-24

Amaleq, by A.Floridia

Una questione attuale, le tradizioni e la scusa della storia

Antonio Floridia

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AMALEQ … chi era costui, molti si chiederanno … è un personaggio biblico, citato dal leader israeliano Netanyahu in un suo recente discorso: era il capo degli Amaleciti, storicamente una confederazione di tribù nomadiche che abitavano le zone desertiche del Sud-Est della Palestina, uno dei popoli che viveva nella terra di Canaan, la Terra Promessa, “la terra in cui scorrono latte e miele”. Netanyahu ha citato un passaggio dal Primo Libro di Samuele (15,3), in cui il profeta Samuele si rivolge a Saul: “ho vagliato ciò che fece Amaleq ad Israele, ostacolandogli il cammino mentre saliva dall’Egitto. Ora va’, colpisci Amaleq e votate allo sterminio tutto ciò che possiede. Non avere pietà di lui. Ucciderai uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e agnelli, dromedari ed asini”. Ma si potrebbero citare molti altri passi biblici. Ad esempio, Esodo (34, 10). Qui è il Signore che parla direttamente a Mosè: “Io scaccerò dalla tua presenza gli Amorrei, i Cananei, gli Hittiti, i Perizziti, gli Hivviti e i Gebusei. Guardati dallo stringere alleanza con gli abitanti della terra nella quale stai per entrare, perché si rivelerebbe una trappola in mezzo a te. Anzi, demolirete i loro altari, frantumerete le loro stele…”. (qualcuno, anche oggi prende alla lettera queste parole e va sulla spianata delle Moschee a Gerusalemme, a provocare…)

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Sulle elezioni

Molti stanno commentando i risultati elettorali mettendo in evidenza l’alto livello di astensionismo…Addirittura, molti ne traggono presagi infausti sulle sorti della democrazia. Non sono d’accordo, anzi VOGLIO ANDARE CONTROCORRENTE. Questo basso livello di partecipazione può essere ricondotto a due fenomeni che chi studia i comportamenti elettorali ha individuato da tempo.

Primo: il cosiddetto “astensionismo intermittente”, Secondo: l’astensionismo “asimmetrico”. Cosa si intende? Si intende che molti elettori decidono oramai se e quando votare di volta in volta; e che,, specie alle elezioni amministrative, contano una serie di fattori che possono spingere al non voto. Se ne possono elencare molti: la scelta di candidati sbagliati, e soprattutto la “smobilitazione” di alcuni segmenti dell’elettorato, e non di altri. E poi il “clima” generale”: chi “sente” che la propria parte è in difficoltà, che non si sta in realtà impegnando molto, è divisa, ecc. – costoro se ne stanno a casa….Al secondo turno, poi, va anche “peggio”: molta gente che aveva votato una lista e magari un amico come consigliere, non hanno più spinta a votare al ballottaggio: storicamente ai ballottaggi c’è sempre stato un 10-15% in meno di votanti, a cominciare da quelli che non hanno più il loro candidato. Quindi l’astensione è un fatto politico, non solo e non sempre segno di distacco e di sfiducia generalizzata.

Nel nostro caso, in particolare, molti elettori del centrodestra se ne sono rimasti a casa, perché hanno visto e sentito un messaggio di divisione e di scontro interno al CD, perché non hanno apprezzato il modo di rapportarsi del CD alla gestione della pandemia, perché avevano candidati deboli, e si potrebbe continuare. Poi c’è stato una quota di astensionismo di ex-elettori del M5S: vedremo meglio nei prossimi giorni l’entità di questo non-voto e attraverso l’analisi del flussi vedremo in particolare in che quota gli ex elettori della Raggi e della Appendino hanno votato per Gualtieri e Lo Russo. Dalle prime analisi dell’Istituto Cattaneo su Torino, (vedi il Corriere della sera di oggi, martedì 19, pag. 10) emerge come il 10% di voti che era stato raccolto al primo turno dalla candidata del M5S si è diviso pressappoco a metà tra il candidato del centrosinistra Lo Russo e l’astensione: quasi nessuno a destra…

E allora: il fatto che il Centrosinistra vinca in queste condizioni certamente deve indurre alla cautela, in vista delle politiche del 2023: nessun facile euforia. Ma il fatto che molti elettori del CD si siano “scoraggiati” e abbiano “smobilitato” è esso stesso un fatto politico: non è detto che – tra Salvini e Meloni – anche alle politiche saranno poi così entusiasti….E così pure per il M5S: è notorio che il M5S vada male alle elezioni locali (nel 2016 le vittorie a Roma e Torino furono il frutto del suicidio politico del PD renziano….): fatto sta che ieri pomeriggio stesso, il sondaggio SWG presentato da Mentana (così come hanno fatto altri sondaggi nelle settimane scorse) continua a dare il M5S intorno al 16%: vi pare poco, per un movimento “moribondo”, come si ostinano a dire i commentatori più malevoli e ostili? Anche qui, ci andrei cauto….

Antonio Floridia, 18-10-2021