Il dolce di Natale by Sandra Vegni

Un altro giorno, un altro raccontino
Carla Cristini, Il dolce di Natale
FONTE Facebook 22-12-24

A casa mia il Natale era la festa a cui tutta la famiglia dedicava una lenta ed accurata preparazione. A noi figlie il ruolo di assistenti in tutte le attività. A mio padre era riservato l’allestimento del presepe e dell’albero: predisponeva su un tavolo un’arcata per sorreggere il cielo stellato, disegnato sulla carta azzurra con le stelle dorate, e modellava con il cartone colline e pianure, compresa la vallata del fiume. Poi, a tempo perso, ricavava casette e torri da rotoli di carta igienica e cartoncino di vecchie cartellette dell’ufficio. Per l’albero le lucine, a formare la catena, venivano collegate con il nastro per elettricisti tutti gli anni, previa conferma del loro funzionamento. Pronte alla Vigilia di Natale, le palline dovevano correre nelle nostre mani per finire sui rami dell’abete, comprato ogni anno con la zolla avvolta nella iuta. Spesso le palline correvano così veloci che si sbriciolavano a terra in un batter d’occhio. Comunque, albero e presepe erano pronti, nel loro splendore, il ventiquattro sera.
A mia madre, era riservato, oltre alla sartoria dei nostri vestiti, il settore culinario che comprendeva un menù consolidato nel tempo, con poche variazioni ammesse anche sui dolci. Anzi sul dolce. Sì, perché mia madre un dolce sapeva fare e quello era: il ciambellone! Con le quattro uova del contadino, si separavano gli albumi, che mia madre montava a neve con due forchette in pochissimi secondi, impresa a me mai riuscita, mentre i tuorli si mescolavano con lo zucchero prima di aggiungere la farina. Arancia e limone venivano grattugiati dal babbo, come se la grattugia fosse un arnese troppo pericoloso ed impegnativo per il genere femminile; la qual cosa valeva anche per il parmigiano. Lievito e burro, sciolto nel latte e raffreddato, completavano la preparazione con l’aggiunta delicata della neve di albumi.
Dato che non avevamo una tortiera con il buco centrale, anzi non avevamo una tortiera di qualsiasi tipo, mia madre usava un tegame in allumino ben unto di burro e nel mezzo una tazza senza manico.
Questo era il dolce che doveva competere con panettone e pandoro, così insipidi per i nostri gusti.
– Mah – diceva mia madre – saranno anche buoni, ma questi canditi…
– Questo pandoro è tutto burro e non ha consistenza…
L’unico dolce ben accetto era il panforte e, tra i biscotti, i mitici ricciarelli. Solo loro potevano essere all’altezza del suo ciambellone!
Con il passare degli anni e la sempre crescente diffusione di diverse varietà di dolciumi, anche mia madre cercò di provare a variare.
– Oggi sperimento un nuovo dolce!
Fui felice di questo annuncio; soltanto per avere una novità, ero disposta a gustare qualsiasi sapore nuovo. Quando lo vidi sfornato, rigirato dal tegame sul vassoio, mi sembrò gradevole per la vista e l’olfatto: quattro grandi fette di ananas caramellate esalavano un profumo esotico. Non c’era più il buco nel mezzo e al centro di ogni fetta un mucchietto di pinoli, di cui andavo matta.
Aspettai la fine del pranzo, che a Natale aveva tempi lunghissimi. Forse per gli antipasti: rigorosamente di fegatini e burro e acciughe. Forse per i due primi: tortellini in brodo e tagliatelle con ragù. Forse per i secondi: arrosto di pollo e coniglio e roastbeef, che a casa mia si chiamava “il magro”. Patate arrosto a volontà. Finalmente il dolce: mia madre lo affetta e fa un bell’effetto nel piattino; il primo morso e…mi accorgo che il dolce nuovo altro non è che il ciambellone travestito con l’ananas!

Sandra Vegni 22-12-24

Natale 2024 – Guerre di religione

TITOLO REDAZIONALE
FONTE Ilario Poggesi Facebook 17-12-24

“Babbo Natale non esiste” ha detto un parroco durante l’omelia.
L’ha detto subito prima di offrire il corpo di Cristo, morto 1991 anni fa, in comodi e pratici dischetti bianchi.
C’erano anche parecchi bambini alla messa…
Quando le vocazioni sono “nate male”…

Ilario Poggesi 17-12-24

Festa di Natale by Gino

I racconti di un fiato di Gino Benvenuti
FONTE Border Line Luglio 2019

Come tutti gli anni, si ripete un rito con tante persone impegnate a dipingere un Natale che non c’è, con la complicità delle televisioni che trasmettono immagini di Babbi Natale, corpulenti e barbuti, libranti per i cieli su slitte dai sonagli rumorosi trainate da renne, che sono sempre le stesse e forse avrebbero bisogno anche di un po’ di riposo, reclames accattivanti, bambini sorridenti e non so cosa ci sia da sorridere specialmente per quelli che si nutrono con un dollaro al giorno, grazie a questo mondo perennemente fondato sulla guerra, ed inondato da messaggi di una bontà umana smentita da episodi di razzismo e di esclusione sociale che la negano tutti i giorni dell’anno con il risultato di far apparire queste feste come un armistizio, di tre o quattro giorni, dove si possa celare sotto il tappeto, tutto lo schifo sociale scambiando complimenti ed effusioni, salvo poi affilare le armi dopo l’Epifania quanto tutte quelle donne magre ed orribili rientreranno nelle loro sedi sempre più stanche, perché i comignoli oggi sono sempre più stretti o dirittura sbarrati da griglie metalliche che impediscono questa distribuzione di doni, al contrario di chi, approfittando del rilassamento inevitabile, disattende scorrettamente questa tregua e con un clic del suo computer sposta ingenti somme di danaro da un posto all’altro del globo provocando per molti sicuramente disperazione, perché è facile capire come la fortuna di uno, si basa sulle disgrazie di tanti a cui non basteranno stelle luccicanti, né languidi bagliori lunari su cieli stellati o canzoni suggestive o gli auguri del vicino o pranzi succulenti, per digerire questa iattura e bestemmieranno così tanto per cui non basterà un anno per redimersi, offendendo proprio colui che si vorrebbe paradossalmente festeggiare, ma non c’è molto da meravigliarsi di questa incongruenza perché sono quasi duemila anni che parte dei suoi seguaci lo hanno sconfessato ed umiliato nella pratica.

    Gino Benvenuti

    Il racconto è tratto dal volume

    Border line : racconti / Gino Benvenuti ; prefazione di Roberto Mapelli. – Milano : Punto rosso, ©2019. – 292 p. ; 21 cm. – [ISBN] 978-88-8351-233-9.

    Comunicare è sempre un problema

    La nostra cara libraia Cinzia Zanfini ci offre anche oggi il gusto di veraci esperienze col pubblico
    TITOLO REDAZIONALE
    FONTE Facebook 8-12-24

    Qualcuno dei colleghi si infastidisce un po’ quando i GC* per chiederci un libro ci mettono il cellulare davanti alla faccia. Diciamo che non è proprio elegante ma ormai chi arriva in libreria al posto del bigliettino scritto a mano memorizza tutto sullo smartphone. In genere i clienti arrivano, sanno già quello che vogliono e mostrano uno screenshot della cover o la pagina del nostro sito. I più preparati ti danno pure l’EAN. E questo aiuta, specialmente quando ci sono corsi di lingua che si assomigliano tutti, oppure quando richiedono i manuali per concorsi o i libri di Diritto.
    E se forse ad alcuni non sembra bello vedersi un cellulare davanti alla faccia per quanto mi riguarda non provo troppo fastidio. Però una cosa mi manca, mi manca molto e sono i begli strafalcioni che facevano i nostri GC che magari avevano letto o sentito per radio un titolo e ricordavano vagamente. In genere si trattava di errori linguistici o di associazioni di idee. Resterà sempre nel mio cuore la richiesta fattami, molti anni fa da un GC pimpantissimo quanto distratto.
    Io: – Buongiorno, come posso aiutarla? –
    GC: – Ce lo avete “Il vomito” di Sartre? –
    Io (senza perdere il mio aplomb): – No, abbiamo solo “La nausea”. Il vomito è una conseguenza.-
    Il cliente resosi conto del lapsus cominciò a ridere come un matto.
    E mi mancano clienti come il giovanotto che, per far colpo sulla donzella che lo accompagnava mi chiese “Avete i dolori del giovane Welter?”
    Ho subito immaginato a un disastroso incontro di pugilato, a un rovinoso ko.
    Un gioco di parole bellissimo, degno di Bartezzaghi. Mi dispiace non averlo pensato io.
    Tutto questo per dirvi, cari GC, che gli smartphone sono un formidabile ausilio, ma tolgono tanto al nostro rapporto. Tolgono le parole, gli sguardi, i sorrisi e quella spontaneità e quella imperfezione per la quale tanto vi amiamo.
    *GC = Gentile Cliente.

    Cinzia Zanfini 8-12-24 #vitadalibraia

    Bilancio di previsione … non ci resta che piangere

    FONTE Facebook 17-12-24
    Franco Bortolotti

    da Alessandro Volpi: “Mi domando davvero se i commentatori italiani hanno letto i numeri della Legge di Bilancio. Certo, la mole di emendamenti ha contribuito a stravolgerla e dunque a rendere più complessa la lettura. Ma alcuni punti sono chiarissimi. In base alle richieste della Commissione Europea, votata unanimemente da forze di governo e dal Pd. il nostro paese si impegna ad abbattere l’indebitamento netto dal 7,2% del Pil del 2023 all’1,8% del 2029, scendendo già nel 2024 al 3,8%! Ma, dato ancora più folle, l’Italia dovrà ricostruire il proprio avanzo primario dal meno 3,5 del 2023 ad un più 2,4% del 2029, con un salto, anche qui formidabile, allo 0,1 nel 2024. Tutto questo dovrebbe avvenire mentre la spesa per interessi passerà del 3,7 al 4,2%, secondo una valutazione certamente ottimistica, e il Pil rimarrà costantemente sotto l’1%. Numeri di questo tipo significano una sola cosa: lo smantellamento dello Stato sociale, con drastici tagli alla spesa e con solerti privatizzazioni. Nel frattempo il governo abbassa l’Ires sui profitti dal 24 al 20%, dimenticando che proprio i profitti hanno beneficiato dell’inflazione e che la strada di “competere con i paradisi fiscali” si è rivelata il modo migliore per abbattere ulteriormente le entrate dello Stato. La quadreria di Casa Meloni dovrebbe cambiare….”

    Franco Bortolotti 17-12-24


    COMMENTI

    Luciano Pallini
    Il portogallo lo ha fatto con un governo di sinistra.
    Franco Bortolotti
    con ben altre politiche del lavoro e della casa

    Acquirenti virtuali

    TITOLO REDAZIONALE
    La nostra carissima libraia Cinzia Zanfini ci aggiorna sulle sue avventure in libreria
    FONTE Facebook 15-12-24
    Post della sezione Notizie

    Oggi parleremo di una pericolosissima specie di GC*, quelli che acquistano su Amazon.
    Il maschio di questa specie è, in genere intorno ai 40 anni, mostra una predilezione per libri del settore di management e finanza e anche per tutte le biografie di personaggi come Elon Musk o Warren Buffet. Sogna di diventare ricco come Creso e, nell’attesa, si accontenta di leggere manuali motivazionali tipo “I segreti della mente milionaria”. Tutto sommato è un soggetto abbastanza innocuo e non ha bisogno di particolare assistenza. Va dritto al settore sceglie un po’ di libri, li sfoglia, fotografa le copertine e li mette a posto. L’esemplare femmina è invece assai insidioso per librai e libraie. In genere si tratta di donne, boomer e che si muovono in coppia. Intercettano il libraio o la libraia e iniziano a chiedere consigli su romanzi per fare dei regali a varie amiche e vogliono scegliere tra più libri. In genere molti. E vogliono che la povera libraia le racconti anche la trama di ognuno. Poi dopo averti fatto perdere un sacco di tempo fotografano le copertine: una regge il libro e l’altra scatta la foto. Non comprano mai niente. Dopo un mesetto ritornano e si ripete la pantomima.
    In questi casi che fare? Mostrarsi gentili, consigliare un solo libro raccontandolo in due parole e passare ad altro. Comunque le odio.
    *GC = Gentile Cliente

    Cinzia Zanfini 15-12-24 #vitadalibraia

    ALLA BUON’ORA!!

    Antonio Floridia commenta su Facebook la situazione del PD e della sinistra in Italia

    Leggo una cronaca di un importante convegno di una fondazione cattolica, tenutosi in Vaticano. Vengono riportate, tra virgolette, alcune dichiarazioni di Prodi: “per la verità, io ho sempre pensato che fosse meglio una coalizione per tenere insieme culture diverse. Il ritorno a un ‘mono-partito’ che punti da solo alla maggioranza degli elettori potrebbe anche essere un pio desiderio, ma ormai non esiste in nessuna parte d’Europa. Come fai a pensarlo?” E giustamente il giornalista commenta: “Fine quindi della vocazione maggioritaria…”ALLA BUON’ORA! verrebbe da dire, fa piacere sentirsi dare ragione: forse avevo visto giusto, anni fa, quando avevo parlato del PD come di un partito “sbagliato”, fondato sull’illusione post-ideologica di mettere insieme “centro” e “sinistra”. Non ha funzionato, anzi ha fatto danni, questa idea.
    Ma ora PD c’è, ed è giusto che provi ad essere un partito di sinistra, – sinistra, punto e basta; poi – se ci riescono a farlo – sarebbe bene che ci fosse un partito liberaldemocratico ancorato saldamente a sinistra. I cattolici DI SINISTRA stanno nel PD o in altre forze di sinistra, i cattolici liberal moderati staranno eventualmente con questo nuovo partito. E naturalmente, è bene che Renzi se ne stia alla larga: diamogli uno strapuntino e che se ne stia buono. Ieri all’Assemblea Nazionale del PD il nuovo tesoriere del partito, dopo la relazione di Schlein, ha fatto il rendiconto del bilancio del partito: ha detto che solo quest’anno il partito ha potuto risanare la situazione debitoria che si era accumulata: e sapete quando era stato fatto il buco? quasi 10 milioni di euro nel 2016 per la campagna referendaria di Renzi! L’ennesima conferma della sciagura che è stato questo personaggio [la relazione del Tesoriere si può vedere sul sito del PD o su Youtube… :tra l’altro, quest’anno, il PD ha battuto tutti i record del 2X1000: quasi 10 milioni di entrate..quasi 700 mila contribuenti]

    Sauro Partini
    Il problema più non è stata tanto l’illusione di un partito a vocazione maggioritaria, quanto non averlo costruito proprio un partito vero. Veltroni qui fallì non poco, finendo in una firma leaderistica..; il resto, lo conosciamo

    MOTTI DA LEGARE 38

    di Anna Maria Guideri

    1 – Caduta di Beppe Grillo: addio alla transizione EGOlogica!
    2 – Se la democrazia si fonda sul senso del limite e l’autoritarismo si fonda sul senso di onnipotenza, di cosa ci si meraviglia se la gente vuole il capo solo al comando?
    3 -Fiat/Stellantis: smantellantis.
    4 – Pace, giustizia, uguaglianza … E’ difficile essere all’altezza dei propri ideali, ma sarebbe già qualcosa se si fosse all’altezza del comune buon senso.
    5 – Misteri della fede: L’idolatria del capo non è altro che l’adorazione del vitello d’oro scambiato per un dio.
    6 – La suora collusa con la ndrangheta svolgeva un’azione di recupero dei carcerati … ma sono loro che hanno convertito lei alla loro nobile causa!
    7 – Parabola femminista. La donna all’uomo: da sono come tu mi vuoi, a sono come te, a sono come voglio io!
    8 – Ragione e oscuramento: dalle idee chiare e distinte alle idee confuse e distanti.
    9 – Macron in un cul de sac: da MACRON a MICRON!
    10 – Meloni minacciata di morte dai neonazisti perché non è abbastanza antisemita … Dai Giorgia, sii te stessa, non ti possiamo perdere!
    11 – Tuteliamo il made in Italy, famolo nostrano!
    12 – Il Natale dei consumi: lo sfolgorio della vita moderna.
    13 – Scambio di offese durante un dibattito: delitto di replica.
    14 – Crisi del femminismo: non temo il patriarcato in te, temo il patriarcato in me.
    15 – Ci si parla sempre addosso e non ci si ascolta: Attuiamo la strategia dell’attenzione.
    16 – Noi abbiamo gli anticorpi contro il fascismo perché ci siamo vaccinati con la Resistenza … dopo 80anni il vaccino è scaduto; ci vuole il richiamo.
    17 – Cacciari, uno che pretende di stare dalla parte giusta dicendo spesso cose sbagliate.
    18 – L’anello debole della democrazia risiede nel fatto che non è … una dittatura!
    19 – Il consenso elettorale premia chi riesce ad inventarsi il nemico più odiabile.
    20 – Lavoro precario: diritto e gastigo.
    21 – Sinistra in Umbria e in Emilia Romagna: perdenti? Ne’denti!
    22 – Moro, Falcone, Borsellino … Si uccidono gli eroi scomodi per farli diventare miti inoffensivi.
    23 – Questione di forma. Basta che un partito non si chiami fascista e può essere fascista quanto gli pare!
    24 – Civiltà e progresso. Siamo prigionieri di un’intelligenza priva di anticorpi.
    25 – Sprechi. Marco Travaglio: un cervello troppo grande per dei pensieri così piccoli.
    26 – La sinistra richiama il popolo alla realtà; la destra, con il mito di Atreju, lo attrae con l’evasione … fiscale!
    27 – Travaglio sulla Meloni è d’accordo con Italo Bocchino e non sa come fare a non dirlo!
    28 – La destra rivendica tanto l’identità nazionale e poi fa di tutto per assomigliare a Trump, Musk, Milei … pardon, sono loro che somigliano a Mussolini!
    29 – Trump è un narcisista patologico … perché? Non ne vedo la ragione!
    30 – Il prezzo della governabilità: la sinistra perde quando vince e vince quando perde.
    31 – Incomunicabilità: il problema è che spesso si sarebbe d’accordo con chi non si capisce … se si capisse e con chi si capisce non siamo d’accordo!
    32 – Grillo, un cittadino al di sopra di ogni dispetto.
    33 – Grillo dovrebbe ringraziare gli ex grillini perché liquidandolo, hanno dimostrato di avere bene imparato da lui la lezione del vaffa …
    34 – Perché ci si meraviglia della vittoria di Trump? Perché non ci si conosce.
    35 – Astensionismo: per chi sta male, tutto si equivale e a chi sta bene che gliene viene?

    Anna Maria Guideri 15-12-2024

    Geni precoci in libreria

    TITOLO REDAZIONALE
    Cinzia Zanfini, la nostra cara libraia, è rientrata al lavoro dopo la malattia e viene messa a dura prova
    FONTE Facebook 14-12-24

    GC* arriva in libreria spingendo un passeggino con un bimbo di circa un anno e mezzo. Indicandomi il bambino mi chiede un puzzle adatto a lui.
    Il padre, che assomiglia a Furio Zoccani, pedante fino a ogni limite, ci tiene a precisare che l’infante ha esattamente 15 mesi.
    Comincio a mostrare dei puzzle di legno quelli da 2/4 pezzi. No mi dice “Furio”. Sono troppo facili suo figlio quella fase l’ha superata da un bel pezzo. Comincio a tirare fuori quelli da 8 pezzi a forma di campana, di pecora, di ambulanza. Non ci siamo. Il 15 pezzi della fattoria? O quello di Bambi? Nemmeno quelli sono adatti. Ormai il pupo è andato oltre. Il 2×24 Disney? Il 48 pezzi dell’Uomo ragno? Il 100 pezzi de La Carica dei 101?
    200 pezzi con Peppa Pig?
    Nessuno va bene.
    Furio mi dice: – No, mio figlio fa dei puzzle molto più impegnativi e poi i personaggi dei cartoni animati sono da bambini piccoli. –
    Mi viene da rispondere che un bambino di 15 mesi è un bambino piccolo. Ma, ligia alla regola che non si deve contraddire il cliente, mi taccio. Furio continua a descrivere le abilità del figlio, io sempre più disperata continuo a mostrare puzzle che non accontentano il GC. Il piccolo Einstein intanto è crollato sul passeggino e se la dorme. Alla fine sfodero la frasetta di salvataggio: “Ho quello che fa al caso suo.”
    Puzzle Ravensburger 1000 pezzi che riproduce la carta geografica della Germania.
    Il GC si illumina : – Questo sì che va bene! –
    E va alla cassa a pagare. Io faccio gli esercizi di respirazione. Il bambino continua a dormire beatamente. E il GC, una volta rincasato, inizierà un nuovo puzzle.
    *GC = Gentile Cliente.

    Cinzia Zanfini 14-12-24 #vitadalibraia

    COMMENTI


    Maria Milani Genio in erba
    Gherardo Del Lungo Hai fatto bene, forse è il nuovo Federico Barbarossa.
    Svetlana Živković Anche da queste parti son tutti geni: parlano già perlomeno tre lingue…
    Giorgia Zangrossi Se io non lavorassi in un Servizio Clienti, penso che non riuscirei mai a credere a storie come questa… Ma visto che di GC ne sento tutti i giorni, non mi stupisco più di niente!😅😂
    Mariangela Caprara Dovevi chiamare la polizia secondo me
    Antonio Pirolo Cmq per me ti sbagli, GC non sta per Gentile cliente ma per Gentile Coxxione
    Lara Fantoni Secondo me Furio, prima che finisca la post adolescenza del figlio, fa una pessima fine.
    Mario Salvaderi Corro su Google a vedere chi è il sig. Zoccani
    Maria Luisa La Gamba Complimenti per la tua pazienza Cinzia! 👏👏
    Un forte abbraccio! ❤️
    Elisabetta Maestrini Povero bimbo, privato del diritto al gioco.
    Andrea Semplici Se mi riveli (in privato) quale è la tua libreria, vengo a trovarti come GC…abbraccio
    Giancarlo Piani E poi ti viene da pensare: come si stava bene a casa in malattia… Comunque sei stata anche troppo buona…dovevi rifilargli un puzzle da 5.000 pezzi da impazzire, tipo quelli “tutto cielo”.
    Lucia Mascalchi Son quelli che a 12 anni diventano dipendenti da sostanze…e ci credo, con quell’ansia da prestazione che si portano dietro da un decennio o si suicidano o si drogano.

    Livres des cheveux

    TITOLO REDAZIONALE
    Cinzia Zanfini, la nostra cara libraia, è malata. Ma legge
    FONTE Facebook 11-12-24

    In questi giorni sono malata e quindi lontana dai miei GC*. Mi sono messa a cercare per casa “Fondamenta degli incurabili” per curarmi con le parole di Brodskij ma non l’ho trovato. Però ho ritrovato “Una parentesi luminosa” di Marella Caracciolo Chia. Pubblicato nel 2008 da Adelphi Edizioni, è uno dei miei libri del cuore. Un libro nato quasi per caso mentre l’autrice stava facendo delle ricerche su Leone Caetani, quindicesimo duca di Sermoneta e marito di Vittoria Colonna. L’autrice si era incuriosita della storia di Leone Caetani. Viaggiatore, orientalista, membro del Parlamento dal 1909 al 1913, nel 1921 abbandona tutto: moglie, figlio e gli immensi possedimenti ereditati dalla famiglia. Insieme alla sua nuova compagna Ofelia Fabiani e alla loro bambina parte per il Canada e si stabilisce in una cittadina di pionieri tra le montagne dell’Okangan e in quel luogo trascorrerà gli ultimi quattordici anni della sua vita. Marella Caracciolo Chia si chiede il perché di una scelta così radicale e per diversi anni inizia a cercare il carteggio tra Vittoria Colonna e il marito in un viaggio tra gli archivi di Roma, Subiaco, la Pianura Pontina e il Canada ma senza risultati. Nel 2006, casualmente, le ricerche d’archivio portano alla luce anche un’altra vicenda, una storia d’amore breve ma intensa: quella tra la principessa romana e Umberto Boccioni. Un incontro che avviene nel giugno 1916 sul Lago Maggiore dove Vittoria aveva una casa sull’Isolino di San Giovanni, la più piccola delle isole Borromee. I due amanti si incontreranno ogni giorno fino al 23 luglio, meno di un mese dopo Boccioni morirà per una caduta da cavallo. Questo libro racconta una passione rapinosa, una storia vera che ha tutti gli ingredienti di un romanzo: una principessa, un artista, la guerra, un tragico destino, un fascio di lettere nascoste per quasi un secolo.
    Molto prima della saga dei Florio, molto prima dei romanzi sulle principesse siciliane o sulle famiglie imprenditoriali lombarde, Marella Caracciolo Chia ci regala una storia – ricca e ben documentata – che ha il respiro della grande narrativa.
    *GC = Gentile Cliente.

    Cinzia Zanfini 11-12-24 #vitadalibraia

    Giovanna Ragionieri
    Lo lessi molto volentieri alcuni anni fa, anche per la mia passione per Boccioni. E se le novità stilistiche dell’ultima fase del pittore, con il ritorno al paesaggio, dovessero qualcosa anche all’amore per Vittoria?