L’inarrestabile catastrofe

FONTE Facebook Gianpasquale Santomassimo 6-3-25
IMMAGINE Paul Klee, Angelus Novus (scelta dall’autore)
IL LIBRO
Benjamin, Walter
Sul concetto di storia / Walter Benjamin. – Torino : Centro di documentazione il Porfido, stampa 1970. – 19 p. ; 21 cm..
TITOLO REDAZIONALE

C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo, i suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un’unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnetterne i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui.
Ciò che noi chiamiamo il progresso, è questa bufera.
(Walter Benjamin, Sul concetto di storia, pp.35-37)

La Memoria

FONTE Facebook Gianpasquale Santomassimo 27-1-25

Ero molto favorevole al Giorno della memoria.
Nei termini in cui venne istituito nel luglio 2000: ricordo non solo della Shoah ma anche di tutte le altre vittime dello sterminio, come dei deportati politici e degli internati militari italiani. Quest’ultima categoria (gli IMI) stava particolarmente a cuore al Presidente Ciampi e ricordo che i giornali ne parlarono molto commentando la legge (oggi credo che nessuno ne abbia memoria).
Partecipai anche alla prima giornata l’anno successivo. Mi era stato chiesto di fare la relazione storica, in un Auditorium pieno di scolaresche accompagnate dai professori (studenti che seguivano con interesse e continuarono a farlo per qualche tempo, prima che la ritualità sommergesse tutto),
Capii subito però che qualcosa non andava. Dopo di me il rabbino nel suo discorso si lanciò in una equiparazione tra Hitler e Arafat, e l’assessore alla Cultura si mise a glorificare la squallida guerricciola che il suo partito aveva condotto nei Balcani, presentata come risposta all’Auschwitz dei nostri giorni.
Da allora non partecipai più a queste ritualità. Collaborai a iniziative della Comunità ebraica, che allora aveva come animatore culturale Ugo Caffaz, persona colta e competente, sincero democratico. Con lui feci qualche iniziativa ai Festival dell’Unità e soprattutto partecipai a Firenze a un grande convegno internazionale nel 2012 (metto il rinvio in nota), dove tutta la problematica veniva svolta in termini storici nuovi e lontanissimi dalla ritualità.
Ma oggi la comunità ebraica fiorentina sembra essersi fascistizzata come gran parte delle altre comunità italiane, divenute semplici emanazioni di uno Stato straniero, e in particolare sembra caduta in mano ad affaristi renziani, con probabili legami con il Mossad. Tutte ragioni che sconsigliano fortemente di averci a che fare, ora e nell’immediato futuro.

Gianpasquale Santomassimo, Facebook 27-1-25

Il pacifismo è anticapitalista

Una breve ma essenziale considerazione di Gianpasquale Santomassimo- Da Facebook

Quando si legge degli stratosferici stanziamenti di fantastiliardi di aiuti militari che gli Usa destinano all’Ucraina e a Israele è bene tener presente che l’80% delle somme resta in patria, investiti nella produzione di armamenti. E’ un meccanismo ben noto e collaudato, che fu in passato alla base di tutti i tentativi (riusciti o meno) di uscita dalle crisi attraverso le spese militari. E’ anche secondo molti interpreti la chiave del successo finale nella lunga guerra fredda del 900: la corsa agli armamenti come volano di sviluppo in una economia di mercato, come perdita secca e paralizzante in una economia socialista.

Gianpasquale Santomassimo