Il caso Carlotta

Massimo Gramellini

Il Corriere della Sera 5 novembre 2022

Carlotta che non può essere brava

Capisco che una ragazza che, dopo essere stata la prima della classe al liceo, si laurea in Medicina con 110 e lode e sei mesi di anticipo, trovando pure il tempo di girare il mondo e di posare da modella, possa non risultare simpatica a tutti. Però l’exploit di Carlotta Rossignoli da Verona non le ha procurato solo qualche umanissimo sbotto di invidia, ma una vera campagna di delegittimazione. I compagni di corso sono arrivati a scrivere alla preside del San Raffaele per sapere come sia stato possibile che Carlotta si sia laureata così in fretta. E sui social sono fiorite le insinuazioni sul suo modo di vestire e sul sostegno economico garantitole dai genitori. È probabile che, se Carlotta avesse dovuto lavorare per mantenersi agli studi, avrebbe impiegato più tempo a completarli. Però è indubbio che non ha sprecato l’aiuto dei familiari, e che non tutti coloro che si laureano in ritardo, o non si laureano affatto, sono nullatenenti. Apprezzerete il fatto di essere riusciti ad arrivare sin qui senza sentir echeggiare la famigerata parola «merito». Poiché ci tocca escludere (vero?) che il pregiudizio su Carlotta abbia a che fare con il suo essere donna, sfugge la ragione dell’accanimento con cui si cerca di sminuire il successo di una studentessa in gamba. Ci viene in soccorso quanto diceva Montanelli a proposito degli italiani che, se vedono  parcheggiata una fuoriserie, non pensano al modo migliore per comprarsene una, ma a quello più rapido per tagliarle le gomme.

Guideri lettera a Gramellini

Gentile Dott. Gramellini,

il problema di Carlotta Rossignoli, al netto della campagna denigratoria della quale è fatta oggetto – vergognosa perché molto personale – ci rimanda al modello educativo che lei incarna. Onore dunque ai suoi meriti – non possiamo che chiamarli così – e condivisibile l’apprezzamento dell’uso responsabile che Carlotta fa dei vantaggi di cui gode fin dalla nascita. Detto questo, penso che il punto non banale sollevato dai media non ultimo quello di Domani a firma di Selvaggia Lucarelli, riguardi ciò che lei rappresenta: il modello veicolato non tanto dalla sua indiscutibile eccellenza, quanto piuttosto dall’uso che ne viene fatto. Se si fa di tutto per porsi come un esempio alto di merito tanto da diventare un potente influencer,

ci si espone inevitabilmente ai commenti – anche a quelli meno benevoli – perché il problema non riguarda più solo Carlotta, ma tutti noi. Il problema diventa politico, o meglio, come si diceva una volta “Il personale è politico”. Vivere a 23 anni esclusivamente per raggiungere i più alti traguardi scolastici rinunciando alla vita sociale e sentimentale “per non perdere tempo”, inseguendo ritmi frenetici per essere sempre e comunque “la prima della classe” è più che legittimo, ma se questo diventa un esempio educativo, chiediamoci se può essere utile alla nostra società più di quanto possa esserlo un modello altrettanto responsabile, ma un po’ meno nevrotico. 

Un caro saluto

Anna Maria Guideri

quello

grande ancora è la voglia della scoperta
e la scoperta delle nuove voglie
pressante il desiderio di comprendere
e di ritenere
e di trasmettere quel poco che resta
a nipoti e figli di nipoti
ai figli no
oramai son persi nelle loro
strade a me precluse.
E coltivare i pochi e sempre meno amici
e cercarne di nuovi, ancora più pochi
ma una cosa davvero mi manca
quello
Maokovskij, 02-11-2022

MOTTI DA LEGARE 15

1 – Meloni: Noi non siamo mostri … di-MOSTRA-lo!
2 – I politici di destra tengono molto alla famiglia … infatti molti ne hanno più di una!
3 – Meloni: La destra è chiamata a portare in salvo la nave Italia … però senza immigrati!
4 – Il vero problema è che la destra è veramente destra e la sinistra … pure!
5 – Renzi e Calenda, i migliori esperti In EGOLOGIA.6 – Bisogna riconoscere che la Meloni è coerente … Speriamo che da ora in poi non lo sia più.
7 – La Russa e Meloni hanno un merito storico, quello di testimoniare l’attualità del fascismo!
8 – Informazione mediatica: IN MEDIA STAT VIRUS!
9 – Domanda provocatoria. E’ possibile che la democrazia faccia più comodo agli antidemocratici che ai democratici?
10 – La Meloni ci crede davvero … PURTROPPO!
11 – La sinistra è rossa .. con 40 sfumature di grigio
12 – Dubbio metodico. La sinistra non è votata perché non è abbastanza di sinistra, o non è abbastanza di sinistra perché non viene votata?
13 – Non sense. Meno giornali si vendono, più giornali si stampano; meno cittadini votano,più partiti nascono.
14 – Il Paese è quello che è, e la sinistra è quello … che non è.
15 – I rigurgiti fascisti sono stati sottovalutati: dalla flemma alla fiamma.
16 – I media ora attaccano il governo dei fascisti : tanto hanno già vinto!
17 – Minaccia nucleare: l’assenza del senso del pericolo è il pericolo più grande.
18 – Come fa la sinistra ad unirsi se non esiste più?
19 – La Russa, Fontana, di peggio non c’è, che male s’è fatto pe’ avervi tra i piè?
20 – Guerra: dal diritto internazionale al delitto internazionale.
21 – Il governo di destra ha una larga maggioranza: la banda larga!
22 – Molti hanno votato la Meloni per vedere come andrà a finire. A finire, appunto.
23 – Meloni ha condannato le leggi razziali fasciste: speriamo che continui a fingere!
24 – Il popolo italiano è formato da talenti individuali e da idioti collettivi.
25 – Letta è un bravo politico per tempi normali …. Allora per nessun tempo!
26 – Quale libertà dobbiamo aspettarci dalla destra? La libertà obbligatoria!
27 – Questione di merito scolastico. Da Don MILANI a Donna MELONI il salto, per la scuola, è mortale!

Anna Maria Guideri, 30-10-2022

dominus vobiscum

tra tutti i padroni che ho
il gatto che mi ospita
nella casa che ho pagato
e che giudica il cibo che gli offro
è senz’altro il migliore
non grida non mi opprime
usa la moral suasion
il soft power e l’egemonia
come nessuna utopia
ha mai saputo enunciare
Ed è di compagnia
un amico vero
che non deve essere compiacente
per essere accettato
qualche ruffianeria è vero
ma con la dignità
della vera parità

Maokovskij, 28-10-2022

Intelligenti e stupidi

Le persone intelligenti comprendono la realtà e vi si adattano. Le persone stupide non la comprendono e per questo la vogliono cambiare e sono loro che la cambiano in meglio quando ci azzeccano e in peggio quando non ci azzeccano. Insomma, non ci resta che guardare agli stupidi o con timore o con speranza. Il futuro è dei cretini? Tutto lo fa pensare a giudicare dal presente. Infatti, se coloro che capiscono non si muovono e coloro che si muovono non capiscono, le persone intelligenti sono perfettamente inutili e quelle stupide sono pericolosamente utili!
Anna Maria Guideri 21 ottobre 2022

io zombo tu zombi lei zomba

Uno smombie appare dal nulla
davanti alla mia auto,
neanche la mia urlata e colorita
invettiva a finestrino aperto
distoglie il suo incedere,
cappuccio e dito rapsodico,
il passo del giusto,
nel mondo parallelo
della sua mente allucinata.
Ne passa un altro,
un altro ancora lo vedo all’angolo…
Che il mondo parallelo
sia il mio e non il suo?

Maokovskij, 17-10-2022

Zombie col cellulare

Nell’enciclopedia Treccani il neologismo ’smombie’: chi guarda lo smartphone mentre cammina

Smombie in Vocabolario – Treccani

ROMA A chi non è capitato di passeggiare sul ciglio della strada, su un marciapiede, in pieno centro con gli occhi fissi sullo smartphone? A questo fenomeno che sta dilagando, la versione on line di Treccani ha deciso di attribuire un nome: smombie, una parola utilizzata per la prima volta in Germania nel 2008 ed eletta parola dell’anno nel 2015 dal dizionario del tedesco edito da Langenscheidt. Per l’Italia, si tratta di un neologismo che fotografa una questione sociale che riguarda grandi e piccini e che, talvolta, rischia di trasformarsi in un pericolo di non poco conto. La parola smombie è figlia dell’unione tra i lemmi smartphone e zombie. In buona sostanza, quando camminiamo senza alzare lo sguardo da ciò che succede nelle chat di WhatsApp o sui social appariamo come zombie smartphone-dipendenti.A questo spettacolo quantomeno grottesco, deve essere aggiunto il fatto che non guardarsi intorno quando si cammina per strada comporta un minor controllo della situazione circostante e soprattutto una minore percezione del rischio. Per non parlare poi dell’alienazione. Un metaverso nel metaverso, verrebbe da pensare, che ha tutta l’aria di essere in grado di generare un cortocircuito di certo non sottovalutabile anche rispetto agli impatti psicologici di un simile comportamento. Che gli smombie possano, in un futuro prossimo, essere passibili di sanzioni esattamente come lo sono gli automobilisti beccati con lo smartphone in mano? Affermarlo è difficile, ma c’è da augurarsi che l’operazione promossa da Treccani possa almeno rendere anche le italiane e gli italiani sempre più consapevoli di un rapporto squilibrato con lo smartphone