I BULLI DEL QUA QUA amg

Renzi e Calenda
(Sull’aria de
Il ballo del qua qua
di Romina Power)

Ecco i bulli del qua qua
che fan solo bla bla bla
sono due calamità
e nullità…
Se ne vanno qua e là,
cercan di farsi notar
e per fotter la sinistra
si uniran.

Le ginocchia piegan già
ai poter che in alto stan:
loro battono le mani
e fan qua qua.
Ogni patto fan crollar
per farsi pubblicità
ma nessun li vuol votar
i qua qua qua.

Vanno sottobraccio
a sparar qua e là,
ma è un mortale amplesso
ed il successo
non lo vedran!

I due bulli del qua qua
privi di genialità,
ma di spocchia invece ne han
in quantità;
firman patti e li disfan,
giravolte a tutto spian …
tutto ciò per comandar,
ma perderan!

I due bulli del qua qua
con la loro vanità
e la gran stupidità
fan bla bla bla
e la gente riderà,
certo non li voterà
e così scompariran
i qua qua qua.

Contro il killeraggio
la sinistra va
e con gran coraggio
all’arrembaggio
dei qua qua qua!

Per il cambiamento
batterci vogliam,
per l’affossamento
del 2 per cento
dei qua qua qua!

Anna Maria Guideri, 09-08-2022

LA MELONI NO amg

(Sull’aria di Ma l’amore no)

La Meloni no,
Meloni no, non può
vincere le prossime elezioni …
se pur forte non ce la farà
e perderà.

Io non la voterò.
io la combatterò
con le più strampalate coalizioni
anche se non batterà il mio cuor,
se non è amor…

Forse rideraidel bidone di Calenda e soffrirai
ahimè …
perché penserai
che purtroppo la sinistra è già sfiorita
in me …

Ma Meloni no,
Meloni no, non può
resuscitar Benito Mussolini …
finché vivo non permetterò:
IL DUCE NO!

Forse piangerai
se abbracciata con Di Maio mi vedrai,
ahimè
e ti stupirai
e insistentemente chiederai:
perché?

Ma Meloni no,
Meloni no, non può
vincere le prossime elezioni
finché vivo non succederà:
NON PASSERA’!

Anna Maria Guideri, 03-08-2022

Trump, linea rossa dell’indecenza?

Diario da Cacania 10 agosto 2022

Resto di stucco. Il personaggio Trump trova da noi solidarietà inaspettate. E non da destra, ove ci si preoccupa di non apparire troppo palesemente fascisti e si veste la maschera della moderazione, anche se gli effetti non sono particolarmente convincenti.
Nonostante che il personaggio Trump sia talmente grottesco, simbionte solo di una neoplebe americana da film trash e decisamente improponibile al di fuori del suo naturale contesto, c’è un gruppo di intellettuali e di compagni ex PCI che si arrampica sugli specchi per sostenere le peggiori espressioni delle destre americane.
Il caso Trump è emblematico. Sul piano delle politiche non ci sono grandi differenze tra repubblicani e democratici. Obama, cui è stato dato un nobel per la pace prima ancora di cominciare a governare, è stato il presidente che ha fatto più guerre di tutti durante i suoi mandati. A suo tempo JFK in quanto ad avventurismo internazionale non scherzava. E che dire della Clinton (sia vice che aspirante). Per non parlare della Pelosi, Speaker democratica della Camera che va in Oriente a provocare la Cina al palese fine di cercare di strappare qualche voto alle prossime elezioni. Biden, non contento di tutte le guerre che sta finanziando e fomentando, ha avviato un’aggressione alla Russia e di fatto all’Europa, aprendo in contemporanea un altro confronto con la Cina. L’incoscienza di aprire più fronti, militari commerciali e politici senza avere probabilmente piena contezza del fatto che ha dato inizio  a tutti gli effetti alla III Guerra mondiale, non ne fa uno statista particolarmente brillante. Quindi per me l’americano buono è quello che condivide lo status auspicato per l’indiano del Far West. Ma resta il fatto che non è assolutamente comprensibile che un cittadino italiano, mediamente democratico  liberale, di cultura media, in alcuni casi addirittura ex militante di un partito comunista o socialista,  possa manifestare  anche solo  un accenno di minima simpatia per un personaggio grottesco, palesemente fascista (non in senso storico e neppure in quello morale alla Eco, no fascista fascista) come Trump. E’ impressionante vedere la somiglianza delle espressioni demagogiche di Trump e del Duce, già la cosa dovrebbe far rizzare il pelo anche a prescindere dal merito. Se poi si adduce il pretesto del male minore: “è un figlio di puttana ma è il nostro figlio di puttana”, non è che la cosa migliori: perché nostro?  (loro ovviamente). In nome di  un anticomunismo verso comunisti che non ci sono? per un’adesione ad ideali di libertà e democrazia che palesemente calpestano? un’empatia nei confronti di soggetti affetti da disturbi della personalità? Forse è questa la motivazione più probabile. La cultura di sinistra è stata sempre caratterizzata da un profondo senso di solidarietà umana, che probabilmente rimane anche quando si dirotta. Un po’ come il primo amore. La simpatia per Trump da parte di costoro sarebbe dunque un residuo di empatia indotta dai neuroni specchio, per cui il primate s’immedesima nel soggetto osservato e ne condivide lo stato di sofferenza. Se è solo filing animale, va bene, tra bestie ci si intende.

Gian Luigi Betti 10 agosto 2022

RENZI E CALENDA. IDILLIO PASTORALE

Dialogo tra un venditore di pentole toscano e un amministratore di condominio romano, in aperta campagna.
(La crudezza dei termini è necessaria al bozzetto realistico campestre).

David Riondino da Facebook 9 agosto 2022

Andava a vender pentole al mercato
Un giorno Renzi con il suo somaro,
Ed incontrò Calenda, incamminato
col suo costume da peracottaro.
(Calenda, Enrico nello sceneggiato
Cuore di Comencini, che ha turbato
Milioni di fanciulli brutti e belli,
Col maestro che fu Johnny Dorelli.)

“O icche tu fai laggiù con quella lisca
lunga, che ti trastulla come vòle,
Impegolato dentro quella bisca
Di finocchiacci e di madonne sole?
Vieni con me, di modo che sortisca
Un gruzzolo per noi, finché si pòle,
Che ognun per se resta un povero stronzo,
ma insieme siamo corazza di bronzo. “

“Me disturbi ner mentre che m’abbronzo,
Ma però ce penzavo da parecchio,
E stai a mette ronzo sovra ronzo
Ficcandomi la purce nell’orecchio.
Qui stavo a fà la figura del gonzo:
Diamoje un carcio e buonanotte ar secchio!
Chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato:
Mettemoce alle spalle quer passato.”

“I’ssimbolo ce l’ho depositato,
Le firme non le devi raccattare:
Mettici quattro amici e tuo cognato
E quattro stracci per rimpannucciare:
Io porto la Maria, son condannato,
sennò la mi potrebbe strangolare:
Le propagande sono preparate,
L’agenda Draghi ed altre due minchiate. “

“Porca pupazza, proprio a mezza estate
Che traslocavo sulla barca a Ponza!
Germini e la Carfagna le ho invitate
A strafogasse de facioli e lonza!
Una pare la strega delle fate,
E quell’antra la monaca di Monza:
A ripensacce già peggio me sento:
Vederle tutti i giorni in parlamento.“

“Quando ci arrivi, passa lo sgomento.
I patti siano chiari tra di noi:
Mettiamo insieme queste vele al vento
E poi ognuno per i fatti suoi.
Io vado all’arrembaggio al bastimento
Del gran pappone e dei votanti suoi,
E finché campa mi ci metto al piede:
Poi quando schianta ne sarò l’erede. “

“Quanno facevo Enrico, ci hai da crede,
Ero già tanto fijo de mignotta:
Ma quanto a te la fama te precede,
Anche in Arabia er sole nun te scotta.
Me diceva Dorelli de avé fede:
“Pari quello del libro, e nun c’è lotta:
E come insegna il libro, un deficiente
Può solo far da classe dirigente “

E se ne andarono serenamente
Insieme, gorgogliando, alla ventura:
Armati di una spocchia inconsistente
Ma genuina, seconda natura.
Rappresentano in fondo tanta gente
Che borbottando passa, e si pastura:
E la mano di Dio veglia e protegge
Questo dolente amareggiato gregge.

David Riondino 9 agosto 2022 su fb

4 MINUTI amg

(E gli altri stanno a guardare)

Alika è a terra.
Le mani dell’assassino
lo stringono alla gola.

E gli altri stanno a guardare.

Alika si dibatte, grida, implora,
ma l’uomo feroce gli sta addosso
e stringe più forte.

E gli altri stanno a guardare.

Uno riprende la scena col telefonino;
fa il suo dovere
di buon cittadino…

E gli altri stanno a guardare.

Le grida si spengono e Alika
ha ormai un filo di voce.
Sta soffocando.

E gli altri stanno a guardare.

Il suo corpo cede, si arrende, si affloscia …

E gli altri stanno a guardare

Alika non si muove più,
non piange più …
non vive più.

E gli altri stanno a guardare…

Quattro minuti di spettacolo dal vivo;
quattro minuti di orrore,
di follia.
Quattro minuti infernali
solo per Alika.

Anna Maria Guideri, 01-08-2022

ERA SOLO UN FILM amg

E l’aria non passa più.
Le mani bianche hanno già chiuso
tutte le vie intorno alla nera gola di Alika.

Riverso, inerme, non supplica più.
Prigioniero di una morsa d’acciaio
cede alla violenza dell’odio
e dell’indifferenza.

Spettatori ipnotizzati
dall’ennesimo film dell’orrore
assistono immobili.
Uno riprende la scena col telefonino
per esibirla – da bravo cittadino –
come prova del reato.

Il bravo cittadino,
animato da buone intenzioni,
chiude dentro la scatolina del cellulare
gli ultimi istanti di vita di Alika
e gli regala l’immortalità,
ma non gli salva la vita.

Dentro ai cellulari scorrono
le nostre piccole vite
di esseri virtuali:
nani immortali dal cuore di latta.

Un video ha rubato ad Alika
il tempo per la salvezza.
La sua morte,
il prezzo giusto da pagare
per la colpa di esistere, per essere
un abusivo del mondo.

Anna Maria Guideri, 01-08-2022

DONNA GIORGIA MELONI IN MUSSOLINI amg

Imperversa la Meloni
sopra tutti i giornaloni
ed ognun di lor fa a gara
a suonarle la fanfara.

Anche se per dirne male,
in campagna elettorale
più ne parlan più è ben vista
perché è la protagonista.

Già pregusta la vittoria
e si accinge a far baldoria,
ci vuol dare il benservito:
degna erede di Benito!

E la Storia come un nastro
si riavvolge … che disastro!
Ma purtroppo non è un cine:
è il fascismo senza fine!

Anna Maria Guideri, 29-07-2022

MOTTI DA LEGARE 12 (amg)

1 – Prossime elezioni. “Renzi cerca il grande centro… “ c’entro o non c’entro?”
2 – L’inno del Parlamento sciolto: al voto al voto!
3 –“ Berlusconi è molto preoccupato per la denatalità …” soprattutto da quando non può più dare una … mano!
5 – La democrazia non è una questione di numeri, ma di idee.
6 – Uno stupido si riconosce perché è soddisfatto di sé senza averne motivo. Una persona intelligente si riconosce perché non è mai soddisfatta di sé pur avendone motivo. Vedete in giro politici insoddisfatti di sé?
7 – Siccità. “La nostra rete idrica fa acqua da tutte le parti …” Allora siamo fortunati!
8 – La mediocrità è forse il prezzo che la democrazia deve pagare per vincere?
9 – Dilemma M5S: o sfasciare o sfasciarsi.
10 – Draghi: l’aureola è diventata un cappio.
11 – Tutti intervistano Renzi: Renzi di qua, Renzi di là … il vuoto spinto.
12 – “Il problema è che oggi la gente non si guarda più dentro …” sennò si potrebbe spaventare!
13 –Sinistra divisa: Finalmente vinceranno Salvini e Meloni …. così ci si potrà sfogare!
14 – Le sfilate: a Conte, prima gli hanno sfilato la Presidenza del Consiglio, poi gli hanno sfilato la caduta del governo Draghi.
15 – Renzi al PD: “Se vi alleate con i grillini non potrete contare su di me …” Santa Alleanza subito!
16 – L’Italia è in grave crisi da molto tempo: centro di gravità permanente.
17 – Crisi di governo: siamo davanti a un bivio o a un trivio?
18 – I piccoli partiti sono più liberi perché pesano meno sulle decisioni: La sostenibile leggerezza del non essere.
19 – Renzi: “Bisogna fare una grande coalizione sennò vince la destra …” Renzi che fai, rinneghi gli amici?
20 – Vacanze virtuali: siamo andati in un POST bellissimo.
21 – Putin: è semplice, per non fare la guerra basta cambiarle nome!
22 – Troppi migranti: le stretture di accoglienza.
23 – Chi non ama i propri simili non ama nemmeno se stesso. Perché? Perché sono simili!
24 – Presto andremo a votare: Al vuoto al vuoto!
25 –Guerra, procacciatrice di fame e di eternità.
26 – Savoir faire. Se la Meloni vincerà le prossime elezioni le auguro, nell’interesse del Paese, di ottenere tutto il successo … che si merita!
27 – “Renzi corre da solo … “ “Perché nessuno gli sta dietro?” “No, perché nessuno gli va dietro!”
28 – “Berlusconi rischia di presiedere il Senato …” Rischia lui o il Senato?
29 – “La maggioranza ha i numeri?” Sì, e li dà!
30 – “Non c’è tempo da perdere …” Bisogna vedere … quello fascista è un tempo da perdere … ma non da dimenticare!

Anna Maria Guideri, 28 luglio 2922

IL 2 PER CENTO amg

Con la crisi di governo
misteriosa al proprio interno
– Draghi dà le dimissioni
senza aver molte ragioni –
della RAI le tre testate,
tutte a reti unificate,
mandan Renzi sempre in onda
con la sua facciona tonda,
la sua aria strafottente
ad imbambolar la gente.

Sempre in mezzo, sempre in vista,
sempre da protagonista:
con il solo 2 per cento
lui si crede un gran portento;
con la stampa genuflessa
di parlare mai non cessa.

Fanno a gara i giornalisti,
sia di destra ed anche misti
– per salvare Draghi Mario –
a rincorrere il sicario
che ha fatto fuori Conte
e il governo mandò a monte …

L’uomo senza qualità
bocca della verità?
Il signor del 2 per cento
dice sempre non mi pento
e da vero e proprio oracolo
vuol ripetere il miracolo
di salvare ancora Draghi:
il miglior di tutti i maghi.

Si dà arie da stratega
e dei voti se ne frega;
si può dir che è un vuoto spinto,
un pallone gonfio e finto …
ma gli appoggi li ha sicuri:
sono i poteri oscuri
che lui serve, da pupazzo,

per i giochi di palazzo
e per stare sempre al centro
solo con il 2 per cento!

Anna Maria Guideri, 20-07-2022

Miti e leggende da sfatare: la maggioranza (amg)

E’ dato per scontato che non si possa parlare di democrazia senza rispettare le decisioni della maggioranza, ma non è altrettanto scontato che tutte le maggioranze prendano decisioni democratiche. Nella generale – e spesso strumentale – semplificazione in atto, la maggioranza viene sventolata come vessillo della democrazia: una scusa buona per tutte le occasioni e per farsi, anche a torto, tutte le ragioni. Si tappa così la bocca a chi dissente, forti di una superiorità numerica che conferisce non solo il vantaggio della vittoria, ma anche quello di possedere la verità. E questo è in netta contraddizione con il concetto di quella democrazia che la maggioranza crede di incarnare. E’ usata come un passepartout per tutte le controversie: la carta vincente per sostenere argomenti perdenti. Ma la maggioranza non abita da sola, convive, non proprio pacificamente, ma inevitabilmente, con la minoranza. L’una non esiste senza l’altra: vivono e muoiono insieme. Entrambe possono affermare, a buon diritto, di appartenere al sistema democratico – anche se con un peso decisionale diverso – per un fatto di numeri, ma non di contenuti. La disponibilità superiore dei voti attiene alla maggioranza, le decisioni che per mezzo dei voti vengono prese, attengono alla democrazia. La quale è più riconoscibile dalla qualità dei provvedimenti che vengono votati che dalla quantità di voti che essi ricevono. Eppure, nella situazione socio-politica confusa che stiamo vivendo non sembra che queste idee siano ben percepite dalla maggioranza sia dei cittadini comuni che dei politici. La maggioranza è vissuta come una specie di elisir di eterna giovinezza della democrazia, tanto che si fa di tutto per mantenerla in forma ricorrendo ai restyling più all’avanguardia assemblando pezzi così male assortiti da dare vita, come nell’attuale maggioranza parlamentare, ad un vero e proprio ircocervo, ad un oggetto non meglio identificato che viene chiamato democrazia. L’importante è fare numero, poi, con chi e per che cosa, è secondario. Siamo nel caos? Nella stagnazione? C’è tutto e il suo contrario …? E’ la maggioranza, bellezza! E se così vuole la maggioranza, così vuole la democrazia! Questo è l’equivoco che induce coloro che dispongono della maggioranza dei voti a spacciare per democrazia tutte le cazzate che votano e tutte le buone leggi che non votano. La democrazia e la maggioranza non vanno confuse. La democrazia non può fare a meno della maggioranza, ma purtroppo la maggioranza può fare a meno della democrazia varando provvedimenti contrari allo spirito democratico. Così, paradossalmente, capita che le varie maggioranze, in virtù del potere decisionale conferitogli dalla democrazia, adottino provvedimenti poco democratici o non rimuovano, come recita l’articolo 3 della nostra Costituzione, gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini … Come quelli contro i migranti, contro la parità di genere, contro lo ius scholae, contro le coppie omosessuali, contro il trattamento di fine vita … Se il criterio di maggioranza è considerato un valore in sé tanto da oscurare il merito su cui si deve pronunciare, prevarrà la ragione della forza sulla forza della ragione con tanti saluti alla democrazia! Sembra strano, ma la democrazia ha il suo punto debole proprio nei suoi punti di forza: i valori. Il suo germe autodistruttivo nasce dall’elevatezza dei suoi ideali, dal riconoscimento dei diritti umani. Le sue regole garantiste le si possono ritorcere contro per eccesso di zelo,. Come nel caso dell’Assemblea delle Nazioni Unite dove vige il criterio del voto unanime che di fatto blocca spesso decisioni importantissime. Di democrazia si può morire? Forse sì, verrebbe da dire, sia per eccesso di zelo come nel caso dell’ONU, sia per averla fraintesa credendo che basti prendere qualche voto in più per definirsi democratici e avere ragione. Di democrazia si può morire? Noi no; è la democrazia che muore per mano nostra, cosa che succederà con il futuro governo italiano se vincerà – democraticamente – la destra di Meloni e Salvini.

Anna Maria Guideri, 16-07-2022