“Riarmisti”: il peggio del peggio

“Riarmisti”: il peggio del peggio di Carlo Lucchesi su Sinistrainrete 3-4-25
Cosa c’è di logico o di ragionevole, nella proposta di spendere una cifra enorme per riarmare l’Europa? Niente.
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di Carlo Lucchesi

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L’articolo di Carlo Lucchesi critica duramente la proposta di un massiccio riarmo dell’Europa, definendola priva di logica e alimentata da menzogne.

  1. Falsa premessa del riarmo:
    • Si sostiene che l’Europa debba difendersi da un’imminente minaccia russa, ma secondo l’autore ciò è infondato.
    • La Russia non avrebbe alcun interesse a invadere altri territori, avendo già risorse e spazi sufficienti.
    • I rapporti economici e di sicurezza con l’Europa sarebbero stati più vantaggiosi rispetto a un confronto militare.
  2. Strategie irrealistiche o dannose:
    • Esercito europeo: Impossibile da realizzare perché l’UE non è uno Stato con una politica estera comune.
    • Aumento delle spese militari nazionali: Non servirebbe a prevenire un attacco russo e potrebbe portare solo a un’escalation pericolosa.
    • Un conflitto con la Russia sarebbe inevitabilmente nucleare, rendendo qualsiasi riarmo convenzionale inutile.
  3. Crescente rischio di guerra interna all’Europa:
    • L’Europa ha già vissuto guerre devastanti nel XX secolo.
    • Il riarmo, anziché prevenire i conflitti, aumenta la probabilità di nuove tensioni, specialmente con il protagonismo militare della Germania.
  4. Motivazioni reali del riarmo:
    • Non la difesa dei valori europei, ma interessi economici e di potere.
    • Influenza della lobby delle armi e dei grandi gruppi finanziari.
    • Strategie geopolitiche per indebolire la Russia e consolidare il controllo di alcune élite sul continente.
  5. Alternativa: investire nella pace e nel benessere:
    • La sicurezza deriva dalla pace, non dalle armi.
    • Le risorse dovrebbero essere destinate a sanità, istruzione, pensioni e ambiente invece che a missili e carri armati.
    • La lotta contro il riarmo è cruciale: se passa, si rischia un conflitto globale o il definitivo tradimento delle promesse di progresso sociale.

L’autore esorta sindacati e forze di sinistra a mobilitarsi rapidamente per fermare questa deriva.

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